Sono incappato in maniera assolutamente accidentale in questo libro, un pomeriggio di inizio autunno, mentre gironzolavo con mia figlia per una delle librerie della città in cui viviamo.
Sono incappato in maniera assolutamente accidentale in questo libro, un pomeriggio di inizio autunno, mentre gironzolavo con mia figlia per una delle librerie della città in cui viviamo.
Proporre un’analisi, seppur breve, di un libro di Kafka è sempre opera complicata data la notevole capacità introspettiva dell’autore e la sua tecnica narrativa.
Come un clown è la narrazione di una parte di vita, caratterizzata dalla malattia (l’anoressia) dell’autrice.
“Siete mai stati così grassi da non riuscire a infilarvi le scarpe? Da non trovare scarpe che non vi stiano, né reggiseni, né calze, né mutande?
La malattia è la battaglia, ma forse la vera e propria guerra è la guarigione… e io non mi sento pronta a scendere in campo, ho paura.
L’anoressia non è come un raffreddore. Non passa così, da sola. Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L’anoressia è un sintomo.