Nel trattamento dei disturbi alimentari esistono diversi modelli teorici e interventi che enfatizzano e indirizzano il loro focus sul ruolo della regolazione emotiva in questo tipo di disturbi.
In letteratura, diversi autori, hanno rilevato come individui affetti da Anoressia Nervosa o Bulimia Nervosa mostrino dei deficit nella regolazione degli stati emotivi (Svaldi e coll., 2010). Secondo Haynos e coll. (2014), i deficit nella regolazione delle emozioni potrebbero essere un tratto stabile di tali individui e, anche, potenzialmente un fattore di rischio/predisposizione. Nello specifico, gli individui con AN, mostrano deficit:
In situazioni di stress presentano difficoltà nell’inibire il comportamento impulsivo e a mantenerlo orientato allo scopo. Sono particolarmente sensibili alle punizioni e hanno la tendenza a evitare le situazioni a forte coinvolgimento emotivo. Un altro fattore chiave riguarda la loro labilità affettiva e il ruolo giocato dagli affetti negativi: un loro aumento sembra predire la probabilità di diete restrittive oltre che precedere, di solito, una varietà di disturbi alimentari.
L’espressività emotiva, sembra essere caratterizzata da soppressione e riduzione (Danner e coll., 2014).
Anche gli individui con BN mostrano una generale difficoltà nella regolazione emotiva. Non vi sono significative differenze tra loro e i soggetti con AN per quanto riguarda il controllo del comportamento in situazioni di forte stress. I deficit riguardano la capacità di descrivere e identificare gli stati emotivi, la consapevolezza emotiva e la non accettazione delle emozioni. Anche loro, come per chi soffre di AN, è elevata la sensibilità alla punizione ed è presente un forte evitamento di quelle situazioni a forte contenuto emotivo negativo.
J.M. Lavender e coll. (2015), basandosi sul modello multidimensionale di Gratz e Roemer (2004), hanno condotto una revisione della letteratura riguardante il ruolo della regolazione emotiva nei disturbi alimentari,. Tale modello si compone di 4 dimensioni:
Dall’analisi degli autori, in riferimento al modello di Gratz e Roemer, emerge che, sia per l’AN che per la BN, gli individui mostrano una generale difficoltà nella regolazione degli stati affettivi, un limitato repertorio delle capacità di regolazione emotiva e la tendenza a utilizzare un maggior numero di abilità mal adattive.
Un altro aspetto caratteristico riguarda la ridotta capacità di tollerare le emozioni negative: durante i periodi di forte sofferenza aumentano le difficoltà nel controllo del comportamento alimentare.
È emersa inoltre la presenza di una ridotta consapevolezza emotiva e una maggiore difficoltà nell’accettare e/o sopprimere le emozioni: gli individui con AN mostrano deficit nell’abilità di riconoscimento delle emozioni altrui, in particolare rispetto a quelle complesse, e deficit nelle capacità di descrivere e identificare gli stati emotivi. Invece, gli individui con BN differiscono da quelli con AN, sostanzialmente nell’elevato ricorso alla soppressione e non accettazione delle emozioni. infine, si riscontra come sia per l’AN che per la BN vi sia un’elevata sensibilità alla punizione e all’evitamento, mentre differiscono per la sensibilità alla ricompensa e alla ricerca di novità, che sono presenti maggiormente negli individui con BN.
In conclusione, sia l’AN che la BN sono caratterizzate da un deficit nella regolazione emotiva. Per entrambi i disturbi sono interessate alcune dimensioni quali la non accettazione delle emozioni, l’elevata sensibilità alla punizione, l’evitamento della sofferenza e differenze in altre come i deficit nel riconoscimento delle emozioni negli altri e la sensibilità alla ricompensa. Inoltre, risulta che un maggior livello di disregolazione emotiva sia associato a una maggiore severità dei disturbi.
Link di approfondimento di colleghi psicologi
http://www.bertoncinipsicologa.it/disturbi-trattati/#tab-id-https://www.centroreginagiovanna.it/crg15/news_detail.php?ID=449