Fattori psicologici e rischio di infortunio: tra i fattori psicologici che non sono collegati al rischio d’infortunio troviamo quelli di personalità (ad es. introversione/estroversione, perfezionismo, ecc.) e altri come il supporto sociale, la motivazione, ecc. Il fattore psicologico per cui è stata dimostrata una maggiore relazione con il rischio d’infortunio è lo stress.
Ci si ritrova in una condizione di stress ogni qualvolta le richieste della situazione che stiamo affrontando eccedono le nostre risorse. Secondo questa prospettiva, gli atleti che subiscono eventi di vita particolarmente stressanti a fronte di scarse abilità di coping (modo in cui le persone rispondono e fronteggiano situazioni avverse e sfidanti) rischiano maggiormente di subire un infortunio a causa del conseguente calo dell’attenzione e aumento della distraibilità che interferiscono con la prestazione dell’atleta.
Inoltre, lo stress aumenta la tensione muscolare e le difficoltà di coordinazione che accrescono a loro volta il rischio di infortunio. L’utilizzo di tecniche di gestione dello stress e di rilassamento muscolare aiutano a diminuire il tasso d’incidenza degli infortuni.
Non esiste una sequenza standard di risposta agli infortuni da parte degli atleti. La reazione psicologica dipenderà molto da fattori individuali, ad esempio il significato che acquisisce l’infortunio per l’atleta, o l’importanza a livello identitario che ha praticare sport per l’individuo, ecc.
Generalmente, le risposte emotive a un infortunio comprendono: tristezza (nei casi più gravi depressione), sentimenti di isolamento, irritazione, mancanza di motivazione, frustrazione, rabbia, alterazioni del ritmo sonno-veglia e dell’alimentazione, e sentimenti di disimpegno.
Gli antecedenti psicologici e le reazioni emozionali giocano un ruolo chiave nel processo riabilitativo, sia in senso positivo che negativo. Dunque, risulta necessario includere questi aspetti nel trattamento dell’atleta infortunato.
Diversi studi hanno evidenziato come l’uso di strategie psicologiche quali il goal-setting, il self-talking, la ristrutturazione cognitiva e la visualizzazione siano associate a un recupero più rapido. Inoltre, queste strategie possono essere utili perché diminuiscono lo stress, aumentano i meccanismi di coping e il supporto sociale.
D’altro canto, la riabilitazione può essere inficiata da reazioni psicologiche ed emotive negative come la possibile frattura identitaria conseguente all’infortunio, paura, ansia e perdita di fiducia in sé stessi.
Vi sono degli indicatori emotivi, cognitivi e comportamentali che possono fungere da cartina da tornasole per comprendere la bontà della risposta dell’individuo all’infortunio (possono variare d’intensità e qualità durante il percorso riabilitativo):
Infine, nel trattamento degli atleti infortunati è utile tenere in considerazione una serie di aspetti:
In conclusione, i fattori psicologici hanno un ruolo importante nell’insorgere degli infortuni, nel processo riabilitativo e nell’outcome di quest’ultimo. Di conseguenza, vanno tenuti in forte considerazione nel percorso di cura.